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In questa sezione verranno riportati sia gli articoli apparsi sui giornali sia le E-mail che riceveremo
| E-mail:Ciao! Complimenti per il sito. E' stupendo! Saluti a tutti quelli che mi conoscono (e non) da Spokane, Washington--Sara Ganzerli |
| E-mail:Complimenti, una bella iniziativa, spediremo l'indirizzo del sito a tutti i ns/amici.-- Raffa & Davide |
| E-mail:Bello, fatto bene. Complimenti.--Erode |
| Corriere Valsesiano - 31 Agosto 2001 - Estate a Camasco: un bilancio più che positivo. Anche quest'anno la Pro Loco Camasco si è data da fare per poter organizzare, come sua tradizione, degli avvenimenti culturali. Sabato 11 Agosto si è inaugurata la mostra personale del pittore borgosesiano Cesare Roberto. Al vernissage, organizzato nella sede della Pro Loco, è intervenuto un folto pubblico; e a rappresentare l'Amministrazione Comunale c'era il consigliere Davide Sesia, che ha portato i saluti del Sindaco e del Vice sindaco, impegnati altrove. La mostra, aperta tutti i giorni, ha riscosso grande successo di visitatori che hanno potuto ammirare le opere sia ad olio che a pennacquo personalizzato. Oltre alla personale di Cesare Roberto, la Pro Loco ha organizzato, come già fatto l'anno scorso, un corso di pittura ad acquerello condotto dal maestro Giordano Poletti, noto pittore ormai affermato e conosciuto per i suoi fantastici dipinti. La corsa campestre non competitiva per le strade e i sentieri di Camasco ha riscosso enorme affluenza di sportivi e gli organizzatori sono stati in grado di preparare due percorsi alternativi: uno di circa 3 chilometri per i meno preparati atleticamente e per i più piccoli e uno di 7 chilometri per i più esperti. Notevole il tifo e l'incoraggiamento degli spettatori per i concorrenti. | ||
| Corriere Valsesiano - 30 Agosto 2002 - Bilancio delle manifestazioni estive. Ora che le feste dell'Estate 2002 sono terminate, la Pro Loco Camasco può fare un consuntivo su ciò che è stato fatto. L'estate camaschese è iniziata con un corso di pittura ad acquerello tenuto dal maestro e pittore Giordano Poletti. Le lezioni sono state seguite da oltre venti allievi. Nonostante l'inclemenza del tempo, si può dire che le feste si sono svolte con successo, in special modo la serata danzante del 14 agosto, che ha attirato al Palacamasco un buon numero di amanti del ballo. Grande successo anche il tradizionale pranzo di Ferragosto: Lo staff di cucina è riuscito anche questa volta a soddisfare i palati più esigenti. Riuscitissima la festa dei bambini, ottimamente condotta dalle organizzatrici, che hanno portato regali e simpatia a tutti i partecipanti. Il 17 Agosto riuscitissimo il 3° giro delle frazioni, corsa podistica non competitiva per le strade della vallata. Il 18 sera , al Palacamasco, grazie all'interessamento di Gianfranco Caimi e Pietro Cozzi, serata di filmini girati a Camasco negli anni '50 e' 60, che hanno ottenuto enorme successo. Buona affluenza di pubblico ha fatto registrare la mostra collettiva di pittura. Quest'anno gli organizzatori hanno volute che ad esporre le proprie opere nella sede Pro Loco fossero quattro giovani pittori: Maria Luz Porta Fusero, Valentina Riolo, Valentina Tacchi e Luca Formaio. | ||
| Corriere Valsesiano - 13 Settembre 2002- "Poeti e poemi dialettali a Camasco" - Ben 38 artisti hanno partecipato alla rassegna organizzata dalla Pro Loco. Come anticipato la scorsa settimana sulle pagine del nostro settimanale, domenica 8 settembre a Camasco si è svolta la seconda rassegna di poesia dialettale "Camasco 2000", organizzata dalla Pro Loco e patrocinata dal Comune di Varallo. Non è un errore di stampa, si chiama proprio "Camasco 2000" in quanto iniziata proprio nel 2000. Come allora, è curata nei minimi particolati da Gianfranco Caimi . Anche quest'anno il Gian, come lo chiamano gli amici, non ha voluto riposarsi fino a che non è riuscito ad avere ben 38 adesioni da altrettanti poeti. Ha inoltre, con grande lavoro al computer, impaginato e realizzato un simpatico volumetto che raccoglie tutte le poesie. Sul volumetto, dopo la presentazione a firma di Gianfranco Caimi, segue una poesia non partecipante alla rassegna di Arnaldo Colombo, a ricordo di Elio Peretti detto "Vulaiga". La manifestazione è iniziata alle 12,30 al Palacamasco dove gli organizzatori hanno offerto un simpatico aperitivo a tutti i presenti; quindi tutti a tavola per un gustoso pranzo che ancora una volta lo staff di cucina della Pro Loco ha voluto preparare per i graditi ospiti, accompagnatori ed amanti della buona poesia dialettale. La manifestazione è proseguita grazie alla simpatica collaborazione di Daniele Conserva che ha egregiamente presentato i poeti invitandoli alla lettura della propria opera. Le letture sono state intervallate dall'esibizione canora del coro "L'eco" di Varallo, diretto dal maestro Ivo de Bernardi che ha deliziato i presenti con parecchi canti di montagna, concedendo a grande richiesta un paio di bis.A tutti i poeti la Pro Loco ha offerto il volumetto delle poesie ed un simpatico ricordo. Alla manifestazione era presente come gradisto ospite il sindaco di Varallo Gianluca Buonanno, sempre molto attento a queste manifestazioni culturali, accompagnato dall'assessore alle frazioni, Uffredi. | ||
| E-mail: Mercoledì 24 Aprile 2003 - Carissimi, veramente bravi, un caro saluto. Silvo | ||
| Articolo apparso sul numero 5 di ESSERE E BENESSERE
del Giugno 2005, inserto del CORRIERE DI NOVARA - Articolo a
cura di Mariangela Mollica riguardante la "Festa delle erbe":
(il webmaster e la A.T. Pro Loco Camasco ringraziano
il caporedattore ed il direttore del Corriere di Novara per aver
autorizzato la pubblicazione dell'articolo), NON FA MALE L'ERBA DELLE STREGHE - Dal chinino al mirtillo, alla riscoperta dei "rimedi della nonna" - "Quando la ricerca scientifica e farmaceutica guarda alla tradizione. La sua riscoperta non ha valore solo culturale: sembra infatti che nei "rimedi della nonna" sia contenuto un sapere che viene sempre più confermato da recenti studi medici. << In America sono già molto attenti a queste tematiche, ma anche in Europa ci si sta orientando verso una modifica della normativa per far riconoscere valore alla tradizione - ci spiega la dottoressa Nica Verrua, pneumologa - La natura è di per sé "saggia"; in ogni stagione offre i prodotti più adatti alle esigenze del nostro metabolismo in quel periodo. Questo nesso i nostri avi lo avevano implicitamente compreso. Ecco perchè seguire gli "indizi" che ci hanno tramandato può servire per indirizzare studi mirati su certe erbe in relazione a determinate patologie>>, Ma vi sono anche ragioni di ordine economico a favore dello sviluppo di questo tipo di ricerca; <<Può essere utile per aiutare le popolazioni del Terzo mondo: così si otterrebbero farmaci a basso costo. Ad esempio, speranze contro l'Aids, virus che affligge l'Africa, possono venire dall'Uncaria tormentosa; questa pianta, già utilizzata duemila anni fa dalla medicina peruviana, ha funzioni immunostimolanti riconosciute dall'Oms, che possono essere complementari all'azione dei farmaci retro-virali>>. E alcuni rimedi della tradizione costituiscono tuttora l'unica cura per certe malattie. Un caso è quello del chinino, la cui molecola attiva fu scoperta nel 1820, ma già gli incas curavano la febbre terzana con la corteccia dell'albero di China. E tra i 52 rimedi imperiali dell'antica Cina, (1° secolo a,C,) c'era l'artemisia, tuttora unico farmaco riconosciuto per la malaria cerebrale. Molte delle tradizionali indicazioni sono note a tutti,ma pochi sono a conoscenza di ulteriori portentose proprietà: il mirtillo, ad esempio, viene solitamente assunto per favorire la vista e la circolazione, ma quasi nessuno lo mangia per curare una cistite. Eppure, uno studioscientifico condotto da ricercatori finlandesi sembra dimostrare che diminuisca del 40% le recidive causate dall'ascheriscia coli; efficacia che, a voler ben guardare, era già riconosciuta da certe tradizioni montanare poi andate perse. Più note, invece, le proprietà disinfettanti del rosmarino (è anche un ottimo stimolante per la circolazione: quando si toglie un'ingessatura, è bene fare frizioni con estratto alcolico di rosmarino per ridare tono alla muscolatura) e quelle antimicotiche di timo. I fiori ed i semi della borragine e dell'enotera (da mettere in insalata) contengono l'acido gamma-linoleico, con proprietà anti trombotiche e immunostimolanti, la melissa (da assumere in infuso) è stata definita dagli inglesi "elisir di lunga vita": la salvia calma la tosse e gli attacchi di asma. Oltre ai benefici curativi legati ad un'assunzione alimentare, le piante offrono anche quelli cosmetici: ad esempio, una maschera di gambi pestati di bardana sembra essere portentosa per l'acne. Nica Verrua ha un'autentica passione per la fitoterapia, ha seguito diversi corsi sull'argomento e da qualche anno organizza la "Giornata delle erbe" a Camasco, la verde (non per niente nel suo caso si parla di "smeraldino anfiteatro") e suggestiva frazione di Varallo Sesia dove trascorre gran parte del tempo libero, <<Non si tratta solo di portare benefici al corpo: c'è anche un discorso di riscoperta delle proprie radici culturali, alla ricerca di tradizioni e leggende. Ad esempio molte sono legate all'Hyperico, la cosidetta "erba delle streghe" o "di San Giovanni">>. In esse si trova un fondamento di verità riguardo alla sua azione psicotropa: <<Oggi in Germania il 70% dei depressi usa farmaci a base di Hyperico, pittosto che il diffusissimo Prozac>>. Curarsi con le erbe può essere una propspettiva allettante, ma è necessario avere prudenza: <<I principi attivi contenuti nelle piante, se non correttamente dosati, possono risultare nocivi all'organismo, o addirittura tossici. Per evitare le controindicazioni, è meglio apprendere i principi della fitoterapia da persone esperte, e raccogliere le erbe accompagnati da qualcuno che le sappia riconoscere con certezza>>. Più che a curarsi, comunque, la fitoterapèia può essere praticata per prevenire: <<La medicina ufficiale si occupa prevalentemente di patologie acute, non "predica" molto la prevenzione. E' in quest'ottica di benefici a lungo periodo, invece, che possiamo accostarci alle erbe. In primavera, ad esempio, è un toccasana mangiare ortiche e berne il decotto: sono ricche di e rinforzavano il corpo dei nostri nonni, ma già degli antichi Romani, per andare incontro alle fatiche del lavoro agricolo. E' importante avere un'alimentazione sana, ricca di alimenti naturali trattati il meno possibile: mangiamo sempre più cibi "morti", privi di vitamine, e ciò determina, a lungo andare, lo sviluppo di malattie degenerative>> conclude Verrua. |
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